E' finalmente stato pubblicato il mio libro Engineering and the Humanities da Springer Nature. In questo volume si può trovare la sintesi di tutto ciò a cui ho lavorato negli ultimi 25 anni.
Materials and notes by Vittorio Marchis, around his courses at Doctoral School of Politecnico di Torino
Prima del WEB
Prima del Web c'era il Gopher e per fare le ricerche bisognava entrare direttamente nei vari archivi che avevano i propri indici, organizzati nella maniera tradizionale (alfabetica o tematica). Non esisteva la ricerca random access.
Un altro esempio
Rumore (testo di Vittorio Marchis)
Threomai (rumoreggio), bromeo
(rumoreggio, rimbombo), doupos (fracasso, di battaglia), hechhe (rumore, eco,
lamento), thòrubos (rumore), thrulos (rumore, borbottio), kanachè (forte
rumore), konabéo (rimbombo, echeggio), ktupeo (risuono), ktupos (rumore
prodotto da percussione), òtobos (rumore di battaglia), pàtagos (rumore di
corpi che si urtano), ròthos (rumore di
acqua), roibdos (rumore acuto), …
Ho appena trovato sullo scaffale di book crossing in un
corridoio d’ospedale un libro di Damon Krukowski intitolato Ascoltare il
rumore: la riscoperta dell’analogico nell’era della musica digitale e l’ho
subito afferrato. Queste occasioni si trovano soltanto nei luoghi come questo.
Più nessuno legge e anche sui banchetti del mercato i libri usati sono venduti
a un Euro l’uno. Mi stupisce che l’exergo che trovo prima del capitolo primo
riporti una citazione di Franz Kafka. St tratta di un pezzo degli Aeroplani
a Brescia, una cronaca che l’autore fece della sua presenza il 9 settembre
1909 a uno dei primi circuiti aerei della storia dell’aviazione. Stranamente il
brano non parla di rumore, ma del sudiciume trovato nell’albergo che gli era
stato assegnato. Il sudiciume è silenzioso o rumoroso?
Ecco che però nel primo capitolo fa capolino un paragrafo
intitolato “rovistando nella pattumiera della storia”. Qui subito scopriamo che
per un ingegnere elettronico “il rumore è tutto ciò che non è considerato
segnale”. Sarà poi vero al 100%? Mi verrebbe la voglia di andare a sfogliare le
pagine del Dizionario di ingegneria curato da Federico Filippi per i
tipi della Utet, ma non lo faccio. Penso invece al genere della still life,
la natura morta che invece, soprattutto nella pittura ma non soltanto, ci riporta
al silenzio… Così con l’avvento dell’era digitale “la poesia potrebbe essere
ciò che sopravvive alla traduzione” come suggerì all’autore il suo insegnante
Charles Simic.
Il white noise è rumore caratterizzato dall'insieme di
tutte le frequenze possibili nello spettro sonoro, aventi lo stesso livello, un
segnale che potrebbe essere indice della casualità più assoluta. Ma il rumore
dello sport, quello che percepiamo sulle gradinate di uno stadio o dai segnali
prodotti dall’emettitore acustico del nostro smartphone è davvero bianco?
Se il segnale presenta rumore bianco a media zero aggiunto, usando
un filtro passa basso, si ridurrà la quantità di rumore senza eliminarlo del
tutto. E’ errato pensare che il filtraggio elimini il rumore il cui residuo sarà
colorato, a media zero, e avrà una varianza o una deviazione standard ridotta.
Un amico mi consiglia di ripassare il teorema di Shannon–Hartley le cui
conseguenze sono che "ogni volta che elaboriamo dei dati, diminuiamo la
quantità di informazione". Se cerchiamo di filtrare il rumore di fondo che
accompagna una partita di calcio o un match di tennis perdiamo qualcosa…
Un operaio afferra la pala dell’elica
per metterla in moto, le dà uno strattone, si ode come il respiro di un uomo
robusto nel sonno, ma l’elica non si muove più… Blériot se ne sta quieto sul
sedile… Di nuovo si dà una spinta all’elica… Il motore si mette in moto con
gran fracasso… non si ode una parola, chi comanda è il rumore dell’elica…
D. Krukowski, Ascoltare il rumore: la riscoperta
dell’analogico nell’era della musica digitale, Roma : Edizioni SUR, 2017.
Una voce di esempio
Acqua (testo di Vittorio Marchis)
Guarda come piove! Questa esclamazione accomuna tutte le colture, dalla Northumbria al Sahara perché l’acqua è elemento base della vita. E dello sport. Ma non si tratta solo del nuoto o del canottaggio. E neppure di tutti gli sport invernali, se pure neve e ghiaccio sono acqua portata a bassa temperatura. Lo sport è anche gioco e subito compare alla ribalta il film di Peter Greenaway, Giochi nell’acqua. Ma in questo caso lo sport, e soprattutto l’indagine antropologica, non hanno molte connessioni con la vicenda grottesca di tre donne uxoricide. Tra le voci della Enciclopedia antropologica, Cosmo Corpo, cultura curata da Christoph Wulf mancano, con sorpresa, le voci Acqua e Sport.
Ma nell’Antropologia dell’uomo globale, sempre un saggio del professor Wulf, che dichiara che la sua opera ha lo scopo di offrire un contributo all’intensa discussione condotta negli ultimi dieci anni intorno all’autocomprensione dell’antropologia, questi riferimenti fanno capolino e servono per fornirci un nuovo indirizzo in una ricerca che può avere nuovi sviluppi. Si legge: “L’identità sessuale si forma e si rafforza anche nelle pratiche ludiche e sportive. In alcuni sport, esiste una specifica «geografia sessuale» con assegnazioni, separazioni e delimitazioni specifiche.” E poco più avanti si arriva alla “ cultura della sostenibilità, che mira a garantire la possibilità stessa di un futuro per l’uomo. Quest’ultima si fa portatrice delle esigenze, da parte degli individui, delle società e dei sistemi economici, di utilizzare energie e risorse rinnovabili, preservare la varietà biologica e climatica, ridurre lo spreco di acqua”.
L’antropologo è un essere curioso e nella intricata bibliografia di questo libro scopre un’opera che lo stimola: Marcel Griaule, Dio d’acqua, che abbiamo nella traduzione di Giorgio Agamben. Si tratta del resoconto delle esperienze che Marcel Grìaule fece tra i Dogon nel 1931; l'itinerario della missione Dakar-Djibouti passava attraverso Le Rocce di Bandiagara, regione allora quasi sconosciuta, giudicata selvaggia e addirittura pericolosa. La missione fu ripetuta nel 1946, dopo la guerra. Nei racconti che l’antropologo ascolta dal vecchio cacciatore cieco, Ogotemmeli, scopriamo i miti e le leggende di un popolo del Mali.
Si impara così quel gioco di cordicelle tese fra le sue mani palmate per insegnare agli uomini la tecnica del tamburo da ascella, che era una forma di tessitura.
–È vero,– diceva, –che nella progressione dei tempi le donne staccavano le stelle per darle ai loro bambini. Essi le bucavano con un fuso e facevano girare queste trottole di fuoco per mostrarsi tra loro come funzionava il mondo. Ma non era che un gioco.– Le stelle erano nate dalle pallottole di terra lanciate nello spazio dal dio Amma, dio unico. Egli aveva creato la luna e il sole secondo una tecnica più complicata che non fu la prima conosciuta dagli uomini ma che è la prima di cui vi sia testimonianza per Dio: la fabbricazione del vasellame.
Quando si assiste a una partita di calcio che viene investita da un acquazzone violento il divertimento cambia: prima che l’arbitro sospenda il gioco non importa più chi conduca il gioco, se la difesa o l’attacco della squadra avversaria sia creativa o stanca. E’ bello assistere al gioco che la Natura sviluppa tra le gambe dei ventidue giocatori. Sempre che nessuno sia stato espulso prima.
I Dogon sono pieni di riguardi per gli utensili. Allora l'uomo si slancia, e, come in un sogno, il recipiente di zucca, che ha già lasciato le corna, galleggia ora sull'acqua, trascinando l'imprudente verso i geni che bevono il sangue attraverso le sue narici. Si trattava di manifestazioni terrestri: cento leggende ben localizzate parlano dei grandi montoni che attirano le ragazze e vagano sulle rive degli specchi d'acqua durante la stagione umida per trascinare le sventurate fra i nenufari …L'ariete è il maschio, il recipiente di zucca è la femmina. È un ariete d'oro. Prima di ogni temporale, durante la stagione delle piogge, lo si può vedere muoversi nella volta celeste.
C. Wulf, Antropologia dell’uomo globale: Storia e concetti, Torino : Bollati Boringhieri, 2013.
M. Griaule, Dio d’acqua ; Como : Red edizioni, 1996.
Regole per la scrittura delle voci
Ciò a cui state lavorando con i vostri contributi è un Dizionario antropologico (di tecnologia e sport) e quindi queste sono le norme assolutamente da seguire:
- Gli argomenti trattati, benché assolutamente liberi, devono avere attinenza ai temi di sport e tecnologia e devono essere originali.
- Si consiglia di iniziare la "voce" con una concisa definizione in cui non deve mancare l'arguzia, la novità, la capacità di superare i confini del consueto. Non è permesso un incipit che ricalchi le righe di un dizionario tradizionale.
- Come sempre si consiglia di contaminare il proprio scritto con le esperienze personali e tipiche della ricerca che si sta compiendo nell'ambito del dottorato.
- Ogni voce deve avere una lunghezza di 2000 caratteri (+/- 500) ma deroghe sono concesse previa discussione.
- E' assolutamente consigliato di utilizzare, oltre ai normali stilemi compositivi e narrativi, anche l'impiego di grafismi, disegni e anche di fumetti. Per chi non è pratico si può, con buoni risultati, utilizzare la tecnica del collage. Non sono permesse immagini scaricate da internet ancorché libere da diritti.
- Evitare le citazioni se non assolutamente necessarie (possibili da testi classici noti, tipo la Divina Commedia); non sono permesse citazioni da internet e così pure i link relativi. Se proprio necessario si può parafrasare quanto letto sul Web, aggiungendo "da come si legge in Internet..." (il lettore saprà trovare il riferimento).
- Ogni voce deve riportare in calce uno, massimo due, riferimenti bibliografici di testi riportati secondo lo schema seguente: Cognome autore Nome puntato, Titolo, Città di edizione : Editore, Anno di pubblicazione. Il testo può essere ripreso all'interno della voce con la notazione "all'americana" (Autore Anno). Chi volesse citare un articolo, se assolutamente necessario, deve fornire al Curatore (che deciderà se inserirlo) tutte le indicazioni.
- Poiché il Dizionario si inserisce in una serie di contributi condotti alla frontiera dei saperi tecnologici dove le contaminazioni si giocano tra scienza e letteratura, tra arte e politica, tra cronaca e fantasia, si consiglia di privilegiare gli argomenti che permettono al lettore di "evadere" dai comuni schemi.
- Le voci dovranno essere consegnate in formato DOC di Word e le immagini (ad alta definizione) a parte in formato JPG. Scadenza 30 Aprile 2026.
Incontro del 16 Aprile
Onde venire incontro alle esigenze di tutti ho previsto che il prossimo incontro con la correzione dgli elaborati si terrà giovedì 16 Aprile dalle ore 16:00 alle ore 19:00. Spero che così TUTTI possano partecipare. L'Aula prenotata è la 10C di Corso Duca degli Abruzzi 24.
Prossimo incontro
Il prossimo incontro del corso con un intervento del dott. Marco Pozzi e con l'analisi degli elaborati si terrà giovedì 9 aprile dalle ore 17:30 sempre nella Sala Riunioni del terzo piano al DIMEAS
Esperimento con ChatGPT
Questo il primo passo:
scrivi una breve favola in cui si racconta come un giovane ingegnere ha trovato la scorciatoia di spiegare a una giovane ragazzina che cosa è una scorciatoia
questa la risposta:
C’era una volta un giovane ingegnere di nome Luca, famoso in città per risolvere problemi complicati con idee semplici. Un giorno, mentre attraversava un parco, incontrò una ragazzina seduta su una panchina con un’espressione perplessa.
«Perché sembri così pensierosa?» chiese Luca.
«Sto cercando una scorciatoia per arrivare a casa più velocemente,» rispose lei, «ma non so bene cosa sia davvero una scorciatoia.»
Luca sorrise. Non prese carta né penna, né iniziò con lunghe spiegazioni. Invece disse: «Vieni con me.»
La guidò lungo il sentiero principale, pieno di curve e alberi. Poi, a un certo punto, si fermò e indicò un piccolo passaggio tra due cespugli.
«Guarda,» disse, «questo sentiero è più breve. Ma attenzione: non è sempre facile, perché è stretto e bisogna sapere dove mettere i piedi.»
La ragazzina lo percorse e, in pochi passi, si ritrovò molto più avanti rispetto alla strada principale. I suoi occhi si illuminarono.
«Ho capito!» esclamò. «Una scorciatoia è un modo più veloce… ma bisogna saperla usare!»
Luca annuì. «Esatto. Non è solo prendere meno strada. È capire meglio il percorso.»
La ragazzina tornò a casa felice, e Luca riprese il suo cammino, soddisfatto. Aveva trovato la scorciatoia perfetta per spiegare una scorciatoia: mostrarla.
E da quel giorno, la bambina imparò che le soluzioni migliori non sono sempre le più lunghe… ma nemmeno le più facili: sono quelle che si comprendono davvero.
A questo punto si lascia l'iniziativa all'autore della voce "scorciatoia" di proseguire...
Ora prova a scrivere un sonetto sul tema della scorciatoia.
Nel fitto bosco dei pensieri erranti
cercai la via più breve al mio cammino,
tra mille strade e passi titubanti
seguivo il sogno d’un sentier divino.
Ma ogni scorciatoia, agli occhi brillanti,
pareva d’oro, limpida e vicina,
finché scoprii tra rovi e passi incerti
che spesso inganna e svia la disciplina.
Non sempre il taglio accorcia la fatica,
né ogni via breve conduce al vero,
ché il tempo insegna, lento, la pratica.
Così compresi, al termine del sentiero,
che la via lunga, saggia e mai nemica,
è scorciatoia all’anima sincero.
Il prossimo incontro...
... si terrà giovedì 26 marzo sempre alle ore 17 al DIMEAS al terzo piano, ma nella piccola saletta riunioni, a fianco di quella delle volte passate.
Al lavoro !
Ora è tempo di incominciare a scrivere le proprie "voci" del Dizionario antropologico di tecnologia e sport.
Il consiglio è di andare a rileggere gli esempi che alcune settimane fa sono state messe sul blog. CIò non toglie che non si possano inserire immagini, schemi, e anche formule che però mantengano alle "voci" il carattere tipico dei contenuti di un "dizionario", Si devono assolutamente evitare le operazioni di collage (cut-and-paste) da altri siti, perché le voci devono esprimere in toto la personalità di chi le scrive, con le loro passioni e le loro esperienze. Senza dimenticare neppure la... gastronomia.
Al lavoro!
Alcuni giochi di ruolo... per scienziati e ingegneri
La cellula (va molto a fortuna, quelli dopo della saga BIOS no)
https://boardgamegeek.com/boardgame/98918/bios-genesis
"High Frontier", alla conquista del sistema solare
https://boardgamegeek.com/boardgame/281655/high-frontier-4-all
High Frontier 4 All - Come giocare (e recensione)
High Frontier 4 All - Gameplay in solitario - Parte 1
Ancora qualcosa su Dostoevskij
Da Memorie del sottosuolo (1864)
L’incipit: “Sono un uomo malato… sono un uomo cattivo. Un uomo sgradevole.” E nel primo paragrafo queste brevi frasi sono giustapposte: “credo di avere mal di fegato”, “d’altronde, non capisco un accidente del mio male”; “non mi curo”, “anche se rispetto i dottori”; “sono anche estremamente superstizioso”, “almeno abbastanza per rispettare la medicina”; “probabilmente voi non lo capirete”, “invece io lo capisco”; “il fegato mi fa male”, “e allora avanti, che faccia ancor più male”.
Quante persone stanno parlando qui? O quante parti, scisse, dentro la stessa persona?
...
La ragione [...] è una bella cosa, è indiscutibile, ma la ragione non è che la ragione e non soddisfa che la facoltà raziocinativa dell’uomo, mentre il volere è una manifestazione di tutta la vita [...]. E sebbene la nostra vita, in questa manifestazione, riesca sovente una porcheriola, pur tuttavia è la vita, e non è soltanto un’estrazione di radice quadrata.
...
Di conseguenza, basta solo scoprire queste leggi di natura, e l’uomo non dovrà più rispondere delle sue azioni e vivere gli sarà estremamente facile. Tutte le azioni umane, s’intende, saranno calcolate allora secondo quelle leggi, matematicamente, come una tavola di logaritmi, fino a 108.000, e riportate sul calendario; oppure meglio ancora, usciranno delle benemerite pubblicazioni, sul tipo degli attuali dizionari enciclopedici, in cui tutto sarà elencato e indicato così esattamente, che al mondo ormai non ci saranno più né azioni, né avventure. Allora ‒ siete sempre voi a parlare ‒ subentreranno nuovi rapporti economici, già belli e pronti e calcolati con la stessa precisione matematica, cosicché in un attimo tutte le possibili domande spariranno, proprio perché riceveranno tutte le possibili risposte.
...
Protestare non è possibile: due più due fa quattro. La natura non chiede permesso, non ha niente a che fare con i desideri, non si preoccupa di sapere se le sue leggi piacciono o no. Bisogna accettarla com’è, con tutte le sue conseguenze. Ma, per Dio, che m’importa delle leggi della natura e dell’aritmetica, se a me “due più due fa quattro” non piace? Magari non riuscirò a buttar giù questo muro a testate, ma non lo accetterò soltanto perché è un muro che non posso abbattere.
Appunti dell'intervento di Marco Pozzi
Circolo vizioso (Runaround) di Isaac Asimov, è il primo racconto in cui vengono enunciate le tre leggi della robotica; pubblicato nel marzo 1942
Le Tre leggi della robotica:
Un robot non può recare danno a un essere umano né può permettere che, a causa del suo mancato intervento, un essere umano riceva danno.
Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non vadano in contrasto alla Prima Legge.
Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché la salvaguardia di essa non contrasti con la Prima o con la Seconda Legge.
Ma quali sono le leggi che fanno funzionare gli esseri umani?
Appunti dalla lezione di ieri
Un primo indice del Dizionario antropologico
Troilo: Cibo, Mano, Morte, Oscenità, Santuari, Spie (tecnologia), Stregonerie, Superstizione, Vecchiaia, Vite (botanica),
Bochicchio: Blu, Creazione, Irrealtà, Poesia, Scorciatoia.
Rebufello: Copia, Domenica, Incertezza, Relazione, Smartphone.
Innocenti: Futuro, Imprevedibilità, Palla, Pistola, Rap Music, Sentiero.
Moro: Estrattivismo, Miele, Pesca, Piatto, Profondità, Sentiero, Striscio, Sudore
Gianni Rodari
26. L’OMINO DI VETRO
Dato un personaggio, reale (come la Befana o Pollicino) o
immaginario come l’uomo di vetro, per dire il primo che mi
viene in mente) le sue avventure potranno essere logicamente
dedotte dalle sue caratteristiche. «Logicamente» qui è detto in
rapporto a una “logica fantastica” o a una “logica-logica”?
Non saprei. Forse a tutt’e due.
Sia, per l’appunto, un uomo di vetro. Egli dovrà agire,
muoversi, contrarre relazioni, subire incidenti, provocare
eventi solo obbedendo alla natura della materia di cui lo
immaginiamo fatto.
L’analisi di questa materia ci offrirà la regola del
personaggio.
Il vetro è trasparente. L’uomo di vetro è trasparente. Gli si
leggono i pensieri in testa. Non ha bisogno di parlare per
comunicare. Non può dire bugie, perché si vedrebbero
immediatamente, a meno che egli non porti il cappello. Brutto
giorno, nel paese degli uomini di vetro, quello in cui viene
lanciata la moda del cappello, cioè la moda di nascondersi i
pensieri.
Il vetro è fragile. La casa dell’uomo di vetro dovrà dunque
essere tutta imbottita. I marciapiedi saranno tappezzati di
materassi. Vietata la stretta di mano (!). Proibiti i lavori
pesanti. Il vero medico del paese è il vetraio.
Il vetro può essere colorato. E’ lavabile. Eccetera. Nella
mia enciclopedia, al vetro sono dedicate quattro grandi pagine,
e quasi ad ogni riga s’incontra una parola che potrebbe
acquistare il suo significato nella storia degli uomini di vetro.Sta lì, nero su bianco, accanto a ogni sorta di notizie chimiche,
fisiche, industriali, storiche merceologiche, e non lo sa: ma il
suo posto in una fiaba è assicurato.
Il personaggio di legno deve guardarsi dal fuoco che può
bruciargli i piedi, in acqua galleggia facilmente, il suo pugno è
secco come una bastonata, se lo impiccano non muore, i pesci
non lo possono mangiare: tutte cose che giustamente
succedono a Pinocchio, perché è di legno. Se Pinocchio fosse
di ferro, gli succederebbero avventure di tutt’altro genere.
Un uomo di ghiaccio, di gelato, o di burro, può vivere solo
in un frigorifero, altrimenti si scioglie: le sue avventure si
muoveranno tra il «freezer» e la lattuga in fresco.
Un uomo di carta velina avrà avventure diverse da un
uomo di marmo, di paglia, di cioccolato, di plastica, di fumo,
di pasta di mandorle. In questo campo, analisi merceologica e analisi fantastica
coincidono quasi perfettamente. E non mi si venga a dire che
con i vetri è meglio farci le finestre e con il cioccolato le uova
di Pasqua, anziché le favole: in questo tipo di storie più che in
altre la fantasia gioca tra reale e immaginario, in un’altalena
che ritengo molto istruttiva, anzi, addirittura indispensabile per
impadronirsi fino in fondo del reale, rimodellandolo.
in: Gianni Rodari, La grammatica della fantasia, Torino : Einaudi
Data storytelling
Data Storytelling significa raccontare una storia attraverso i dati. Concretamente, vuol dire codificare graficamente informazioni di carattere quantitativo per trasmettere un messaggio in forma narrativa, utilizzando simboli o metafore.
17 pillole di Data Storytelling
Raccontare il mondo...
Marco Pozzi, chi è
La lezione di giovedì 19 marzo
La lezione verterà sul tema del narrare, del raccontare e naturalmente dello scrivere e del comunicare. Sarà tenuta da dott. Marco Pozzi di cui questo è il suo ultimo articolo.
Come scrivere un racconto
Sembrerebbe più facile mettere su carta (o su file) un breve racconto piuttosto che scrivere un lungo romanzo, ma non è così. Lo spiega la Scuola Holden con Ugo Sandulli.
Prossimo incontro
Il prossimo incontro sarà giovedì 19 marzo dalle ore 17 alle ore 19 e il tema sarà la narrazione: interverrà il dott Marco Pozzi.
La bellezza nel Dizionario di Maqiao
Hózhó
I sei nomi della bellezza
Ecco un libro che apre la mente e ci porta oltre i confini dell'estetica:
I sei nomi della bellezza : l'esperienza estetica del mondo
di Crispin Sartwell (Einaudi)
1. Beauty
English, the object of longing
2. Yapha
Hebrew, glow, bloom
3. Sundara
Sanskrit, holiness
4. To Kalon
Greek, idea, ideal
5. Wabi-Sabi
Japanese, humility, imperfection
6. Hozho
Navajo, health, harmony
Che cosa è la bellezza?
Nel quantizzare i parametri che una analisi deve tenere in conto per una ottimizzazione di un qualsiasi obiettivo, la bellezza sfugge, Il teologo laico Vito Mancuso ci propone le sue considerazioni nel suo libro La via della bellezza. E così il filosofo declina in maniera comprensibile la terminologia sottesa al campo di indagine della bellezza stessa: armonia, arte, bellezza, caos, cosmo-natura, eleganza, estetica, fascino, forma, gloria, grazia, gusto, meraviglia, proporzione, splendore, stile, sublime.
Esiste un rapporto tra la bellezza, lo sport e la tecnologia? Come è concepita la bellezza in un mondo a noi alieno?Telephone rotary dial mechanism
Prossimo incontro - 19 marzo
Il prossimo incontro avverrà il 19 marzo sempre nella Sala Riunioni DIMEAS dalle 17:00 -19:00.
Si attendono i primi elaborati.
Come cambiano gli usi...
Nel mondo del digitale tutto sta cambiando. L'uso delle parole cambia in funzione delle tecnologie. Questi i risultati delle presenze sui libri italiani.
Le mappe concettuali
Per organizzare il pensiero le mappe concettuali sono di grande aiuto, ma con alcuni accorgimenti: queste le raccomandazioni per incominciare.
- scegliere non più di sette parole che descrivano l'argomento che si vuole studiare o presentare
- queste parole devono appartenere allo stesso "genere" ossia devono esprimere "cose", "situazioni", "azioni" e non devono essere troppo concettuali, ma concrete
- scegliere tre possibili tipologie di collegamenti: per esempio, nel nostro caso, riguardanti le funzioni, lo sport, e la fantasia ed assegnare a ciascuna un colore
- cercare di unire con la logica dei colori i vari nodi (ossia le parole): i concetti saranno quelli che emergono dai legami
- se non si riesce a trovare una rete di connessioni, cambiare le "parole"
Il senso della bellezza
Per comprendere la scienza e l'arte, e come siano espressioni della ricerca più pura e sincera della nostra voglia di conoscere si consiglia di vedere il film Il senso della bellezza - Arte e scienza al CERN.
Questo il trailer del documentario di Valerio Jalongo
Leggero / pesante - 轻重
- Physical Weight: Literally refers to how light or heavy something is.
- Severity/Importance: Used to describe the seriousness of a case or event (e.g., "the severity of the crime").
- Sense of Propriety: Often appears in the phrase 不知轻重 (bù zhī qīng zhòng), which means "not knowing what's important" or failing to appreciate the gravity of a situation.
Esotismi: come scrivere un "dizionario"
Le prime righe dell'indice
1. Copertina
2. Frontespizio3. Il dizionario di Maqiao4. FIUME5. FIUME LUO6. MAN (E MAN DEL CLAN LUO)7. TERZO DEL TERZO8. MAQIAOGONG9. CUGINO10. DOLCE11. TINTURA DI IODIO12. RUSTICO13. STESSA PENTOLA14. POSARE LA PENTOLA15. PICCOLO FRATELLO MAGGIORE (E ALTRO)16. IL PALAZZO DEGLI IMMORTALI (E I NULLAFACENTI)17. SCIENZA18. SVEGLIO19. ADDORMENTATO20. DISTRIBUIRE CANZONI21. IMBATTERSI NEL ROSSO22. IL CANTANTE DI QOQO23. LIGELANG24. DRAGO25. DRAGO (SECONDA PARTE)La migrazione delle parole
Outils, enjeux, fétiches, marchandises: non objets
Sous la rage de la lutte, dans ls circuits de l'echange, sous les autels de l'adoration, les objets ne sont pas des objets.
Devant le marbre des tabernacls ou dans l'arche de l'alliance, les choses se transsubstantiens en fétiches. Au milieu de la poussière des combats, les choses se transforment et deviennent des enjeux. A la banque,à la bourse, sur le carreau des halles, au marché, à l'échoppe, l'échange mute les choses en marchandises.
Fango, argilla, mota...
Alla fine di tutto, come estremo limite prodotto dall'entropia cosmica, dove tutto è eguale e confuso c'è la sabbia argillosa...
Dal poiéin alla poesia
Uno sguardo ad alcuni post del passato
Il termine greco poieîn (ποιεῖν), spesso citato nella forma del presente indicativo poieo (ποιέω), significa "fare", "produrre", "creare" o "comporre". È la radice etimologica di "poesia" (da poiesis, creazione/poesia) e designa un atto produttivo che porta qualcosa dall'inesistenza all'essere, associato sia all'artigianato che all'arte.
Il sistema figurato delle conoscenze umane
All'inizio dell'Encyclopédie viene presentata una tavole che illustra il Système figuré des connoissance humaines. Eè ripartito in Mémoire, Raison, Imagination. Una conoscenza che si ripartisce anche lungo una dimensione temporale: mémoire t<t(0) (il passato è fondamentale), raison t=t(0) (la conoscenza è fuori dal tempo), imagination t>t(0) (si opera guardando al futuro).
Le parole, in cinese
La lingua cinese è una lingua in cui il segno ha un valore fondamentale, separato dal fonema, che segue un'altra strada. Inoltre bisogna ricordare che la filosofia dello yin e dello yang è sempre dietro l'angolo e molte "parole" sono composte da due ideogrammi, che rappresentano due poli in opposizione. In queso caso molte parole sono un "premio" all'inclusione.



































