Visualizzazione post con etichetta Exhibitions. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Exhibitions. Mostra tutti i post

Una cosa... utile

 Biciclette Politecniche

Una Mostra

Un Libro



Frammenti da leggere - Una Mostra

Mercoledì 13 marzo alle ore 18 presso la Biblioteca civica Centrale di Torino, in via della Cittadella 6 si inaugura la mia mostra di oli e acrilici intitolata Frammenti da leggere. Per molti aspetti l'evento si inserisce nelle attività parallele al corso di Antropologia della tecnica.


L'arte di Joseph Cornell

 





Feticci

FETICCIO: Oggetto inanimato al quale viene attribuito un potere magico o spirituale. Il vocabolo, adottato nel 16° sec. dai navigatori portoghesi (feitiço) per designare gli idoli e gli amuleti che comparivano nelle pratiche cultuali di popoli indigeni africani, fu esteso successivamente alle reliquie sacre della devozione popolare e, più in generale, a qualsiasi oggetto ritenuto immagine, ricettacolo di una forza invisibile sovrumana.

Nella psicanalisi è riferito a oggetti che, attraverso meccanismi di simbolizzazione, assumono un significato sessuale, divenendo in tal modo sostituti dell’oggetto d’amore ( feticismo).

(Enciclopedia on line Treccani)



Macchine come fate. Gli operai italiani alle esposizioni universali (1851-1911) di  Anna Pellegrino, Milano, Guerini e Associati, 2011.

“Luoghi di pellegrinaggio al feticcio merce”, secondo Benjamin; “stupide” secondo Marx ed Engels; soggetti di un vero e proprio “delirio del XIXsecolo” secondo Flaubert, le esposizioni universali si possono considerare uno dei principali canali di diffusione e di pubblicizzazione dei valori della cultura industriale nell’Ottocento. Si basavano su un gigantesco fenomeno di mobilitazione di uomini e di risorse, che si estendeva in una rete fittissima di esposizioni nazionali, locali,settoriali, su scala mondiale, e culminava in queste grandi occasioni di incontro a cui affluiva già un pubblico di massa. Alla Esposizione di Parigi, nel 1900, si contarono più di 50 milioni di ingressi a pagamento. Veicolavano un messaggio legato ai valori dell’industria e del progresso scientifico e tecnologico che toccava tutti gli strati della popolazione, anche il pubblico dei lavoratori e degli operai, contribuendo a sopirne le iniziali tendenze antindustrialiste e le resistenze all’introduzione delle macchine e delle nuove tecnologie. In questo libro si analizzano le testimonianze degli operai italiani inviati in visita alle grandi esposizioni universali, attraverso i rapporti scritti che redigevano alla fine del loro viaggio, per verificare come il messaggio industrialista delle esposizioni fosse recepito. Le macchine appaiono volta a volta,nelle parole degli operai, come “fate” benefiche o come “mostruosi meccanismi”; emerge alla fine un quadro di adesione, ma critica e avvertita, che ci permette di conoscere meglio le culture del lavoro nel periodo della Seconda rivoluzione industriale.

La seduzione dell'artigianato

Nel 1990 alla Fiera di Roma si tenne una Mostra intitolata La seduzione dell'artigianato. Artigianato nella storia  e diretta da Tullio Gregory. La mostra illustra la composita realtà del mondo artigianale, dalle radici storiche fino al ruolo nell’economia e nella cultura contemporanee. L’Istituto e Museo di Storia della Scienza ha contribuito alla realizzazione della sezione “Artigianato nella storia”, curando due percorsi. Nel primo, “L’artigianato della scienza”, vengono sottolineate l’abilità e l’ingegnosità di artefici dalle più varie competenze nel realizzare dispositivi sempre più perfezionati e dalle elevate qualità estetiche. Antichi strumenti scientifici, preziosi vetri dell’Accademia del Cimento, così come macchine e utensili utilizzati per realizzarli costituiscono significativi esempi del lavoro delle principali “botteghe” italiane nei secoli XV-XIX. Il secondo percorso, “L’uomo a due ruote”, è dedicato alla storia dei bicicli e presenta draisine e altri antichi velocipedi.