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La migrazione delle parole


Michel Serres, filosofo francese e studioso di epistemologia scrive nel suo Les origines de la géometrie (Paris : Flammarion, 1993):

Outils, enjeux, fétiches, marchandises: non objets

Sous la rage de la lutte, dans ls circuits de l'echange, sous les autels de l'adoration, les objets ne sont pas des objets.

Devant le marbre des tabernacls ou dans l'arche de l'alliance, les choses se transsubstantiens en fétiches. Au milieu de la poussière des combats, les choses se transforment et  deviennent des enjeux. A la banque,à la bourse, sur le carreau des halles, au marché, à l'échoppe, l'échange mute les choses en marchandises.

The Age of Stones: Curling memories

Scotland, not Canada, invented the game

But curling in fact traces its roots to 16th century Scotland, where the sport's earliest contests were held and the oldest known curling stone continues to be kept in the Stirling Smith Art Gallery and Museum in Stirling.




Il Blog

Ogni partecipante al corso è invitato a creare un Blog, su cui giorno dopo giorno scrivere i propri commenti, le propria considerazioni, i propri appunti intorno al lavoro che dovrà svolgere.



Il Blog è un Web-Log ossia un diario scritto e pubblicato nel Web. Il nome deriva dal LogBook, il diario di bordo di navi (e aerei) su cui si annotano i particolari salienti di ogni viaggio. Il nome "log" inizialmente faceva riferimento a ciocco di legno usato per misurare la velocità di una nave in nodi. A questo proposito si rimanda a un articolo di Vittorio Marchis apparso sulla Rivista "Radio Kit Elettronica" (6, 2018).

Ecco alcuni passi dell'articolo citato: "Prima del LogBook arriva il “log” e l’origine di questa parola ha radici nel vocabolario dell’antico norvegese per designare un grosso tronco tagliato. Infatti i glottologi fanno derivare questa parola dalla radice liggia, donde l’inglese to lie, ovvero giacere, perché il log è un tronco tagliato; altri etimologisti facendo riferimento al suono della parola la riconducono a qualcosa di massiccio, donde clog che significa genericamente “pezzo di legno”. [...] Negli anni '70 del Seicento incominciò a entrare in uso il termine log-book che nei secoli successivi, e precisamente nel 1842, come attestano le cronache linguistiche nel linguaggio marinaresco, fu semplicemente abbreviato in “log”. Si tratta del diario di bordo su cui si annotano giornalmente i dati di navigazione, velocità della nave, forza del mare e del vento, e tutti gli altri eventi che interessano la storia del viaggio. Anche in questo caso il pezzo di legno entra di diritto perché esso è parte essenziale del primo sistema di misura della velocità di navigazione. Il log, un pezzo di legno che via via assunse forme più consone alla sua funzione, era assicurato all'estremità di una cima (“logline” o “chip log-line”) che riportava dei nodi a intervalli regolari. L'invenzione è da attribuire al portoghese Bartolomeu Crescêncio all’inizio del Cinquecento ma il primo documento che ne riporta l’uso risale al 1574 nel volume “A Regiment for the Sea” di William Bourne. Allo strumento era associata una clessidra che misurava un intervallo di tempo di mezzo minuto o più precisamente di 28,8 secondi."

Sport e cultura materiale

La cultura materiale fonda la sua memoria e i suoi saperi sugli oggetti. La scienza e la tecnica dello sport si fonda sui materiali (vedi il capitolo scritto da Antonio dal Monte nella Enciclopedia dello Sport - Treccani). Ma spesso negli oggetti si condensa non solo la loro consistenza meccanica: essi diventano feticci, monumenti...


Il tennis

Storia della racchetta da tennis



Il golf

Golf : evoluzione dei ferri e legni



L'evoluzione degli oggetti

 

Questa immagine, tratta dal saggio L'evoluzione della tecnologia di George Basalla (Milano : Rizzoli, 1991) illustra l'evoluzione delle armi degli aborigeni australiani a partire da un semplice bastone.

Cerchiamo di trovare, in analogia con questa figura, l'evoluzione dei singoli attrezzi dello sport, a partire dal semplice bastone.


Step #13 - il modello

Creeare un modello dela propria "cosa" facendo il modo di uscire dalla più diretta e immediata rappresentazione.

Per esempio, sempre con riferimento al ferro da stiro:






Tillie Olsen, I_Stand_Here_Ironing.

"I Stand Here Ironing": Motherhood as Experience and Metaphor (Frye, Joanne S.  Studies in Short Fiction; Newberry, S.C. Vol. 18, Fasc. 3,  (Summer 1981): 287) Link

Gender Technology


Scriveva Primo Levi nelle sue Storie naturali, e in particolare nel racconto Cladonia Rapida: "[...] Intendiamo qui alludere a quella rudimentale differenziazione sessuale, nota già da decenni ma sfuggita finora all’attenzione della scienza ufficiale, per cui ad esempio, negli ambienti della General Motors si parla correntemente di «he-cars» e «she-cars», e a Torino le forme «il Millecento» e «la Seicento» si sono imposte contro ogni logica apparente. In realtà, secondo ricerche del Maqrizi medesimo, nella linea di montaggio della Fiat 1100 gli individui «he» sono in netta prevalenza, mentre fra le Fiat 600 sono piú numerose le forme «she». Casi come quest’ultimo sono peraltro eccezionali: di norma, le forme «he» e «she» si riscontrano nelle linee di montaggio senza alcuna regolarità apparente all’infuori di quella statistica, per cui la loro incidenza si aggira intorno al 50 per cento. A parità di modello, i «he-cars» hanno miglior ripresa, sono duri di molleggio, delicati di carrozzeria, piú propensi alle avarie di motore e di trasmissione; le «shecars », per contro, presentano minor consumo di carburante e di lubrificante e tengono meglio la strada, ma hanno impianto elettrico debole, e sono molto sensibili alle variazioni di temperatura e di pressione. Si tratta comunque di differenze piuttosto sottili, riconoscibili soltanto da occhi esperti. Ora, la scoperta della Cladonia rapida ha permesso la messa a punto di una tecnica rivelatoria semplice, rapida e sicura, che può essere affidata anche a personale non specializzato, e che, in pochi anni, ha consentito la raccolta di abbondante materiale di estremo interesse sia teorico che pratico. Lunghe e serie esperienze sono state condotte alla scuola di Parigi, infettando con lichene un gran numero di vetture di diverse marche. Esse hanno messo in luce che, nella scelta che prelude all’acquisto, il sesso della vettura esercita una funzione importante: i «he-cars» costituiscono il 62 per cento delle auto acquistate da donne, e il 70 per cento di quelle acquistate da uomini con tendenze omosessuali. Le scelte degli uomini normali sono invece meno caratteristiche: essi acquistano «she-cars» in misura del 52,5 per cento. La scelta, e la sensibilità al sesso della macchina, è generalmente inconscia, ma non sempre: almeno un quinto dei soggetti intervistati da Tarnowsky hanno dimostrato di saper distinguere tra un «he» e una «she» con maggior sicurezza che fra un gatto e una gatta. [...]

"[The car is] devoured as an image, if not through its use, by a whole people that sees in it a perfectly magical object." (Roand Barthes, Mythologies (Paris, Editions de Seuil: 1957), p. 150, trad.it. Miti d'oggi)

Gender and the Automobile in the United Statesby Margaret Walsh

Il 18 febbraio del 1920, Gabriele d’Annunzio, in una lettera – pubblicata dal Corriere della Sera il 27 ottobre 1923 – indirizzata al senatore Giovanni Agnelli, scrisse: “Mio caro Senatore, in questo momento ritorno dal mio campo di Desenzano, con la Sua macchina che mi sembra risolvere la questione del sesso già dibattuta. L’Automobile è femminile. Questa ha la grazia, la snellezza, la vivacità d’una seduttrice; ha, inoltre, una virtù ignota alle donne: la perfetta obbedienza. Ma, per contro, delle donne ha la disinvolta levità nel superare ogni scabrezza. Inclinata progreditur. Le sono riconoscentissimo di questo dono elegante e preciso. Ogni particolare è curato col più sicuro gusto, secondo la tradizione del vero artiere italiano. Per consacrare l’accertamento del genere masc. o fem., ormai determinato dalla novissima macchina, Mastro Paragon Coppella, orafo del Vittoriale, osa offerire alla Sua figliuola e alla Sua nuora questi infallibili talismani. Le stringo la mano“. Così il Poeta, grande amante di motori, lingua italiana e gentil sesso, risolse il dibattito semantico sul sesso dell’automobile.