Il prossimo incontro sarà giovedì 19 marzo dalle ore 17 alle ore 19 e il tema sarà la narrazione: interverrà il dott Marco Pozzi.
Materials and notes by Vittorio Marchis, around his courses at Doctoral School of Politecnico di Torino
Intorno alla memoria
Uno dei temi chiave della nostra cultura e della sua sopravvivenza è la memoria, di fronte alle sfide del digitale: dove è andata a finire "la sostenibile pesantezza della materia"?
Consiglio la lettura di questo articolo di Anna Lisa Tota
Tutto può cominciare da un frammento
Marco Pozzi consiglia...
Negli ultimi anni della sua vita, Lev Tolstoj così scriveva (Diari, 1910):
“La teologia medioevale o la corruzione dei costumi al tempo di Roma avvelenarono soltanto i loro popoli e dunque una piccola parte dell’umanità; oggi invece l’elettricità, le ferrovie e il telegrafo avvelenano il mondo intero. Tutti si servono di queste cose, non possono fare a meno di appropriarsene, e tutti soffrono allo stesso modo, e sono costretti nella stessa misura a cambiare il loro modo di vita. Tutti sono costretti a tradire la cosa più importante della loro vita, la comprensione della vita stesa, la religione. Macchine: ma per produrre che cosa? Telegrafi: per comunicare che cosa? Scuole, università, accademie: per insegnare che cosa? Assemblee: per ascoltare che cosa? Libri, giornali: per diffondere quali notizie? Ferrovie: per andare da chi, e dove? Milioni di uomini radunati in branco e sottomessi a un potere supremo: per fare che cosa? Ospedali, medici, farmacie per prolungare la vita: per fare che cosa? […] Come si impadroniscono facilmente i singoli individui, non meno degli interi popoli, di ciò che si chiama civiltà, autentica civiltà! Portare a termine l’università, tenersi le unghie pulite, servirsi del sarto e del barbiere, viaggiare all’estero: è questo ciò a cui si riduce l’uomo altamente civilizzato. E i popoli? il maggior numero di ferrovie, di accademie, di fabbriche, di navi da guerra, di fortezza, di giornali, di libri, di partiti, di parlamenti: a questo si riduce il popolo altamente civilizzato. Alla causa della civilizzazione sono stati guadagnati uomini e popoli a sufficienza, ma non a quella di un’autentica illuminazione. La prima è facile, e riscuote ampio consenso; la seconda richiede invece l’impiego di tutte le forze, e incontra perciò nella grande maggioranza delle persone solo disprezzo e odio, poiché svela la menzogna della civiltà.”








