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Il senso della bellezza

Per comprendere la scienza e l'arte, e come siano espressioni della ricerca più pura e sincera della nostra voglia di conoscere si consiglia di vedere il film Il senso della bellezza - Arte e scienza al CERN.

Questo il trailer del documentario di Valerio Jalongo



Tra curcuma e fullerene


Curcumin, perinaphthenone and fullerene derivatives. Chemical structures of curcumin, perinaphthenone and fullerene derivatives: (A) Curcumin. (B) PNS. (C) SAPYR. (D) Fullerene C60.

I paradigmi delle scienze fisiche... e la memoria

Crcare le analogie tra i modelli delle scienze fisiche e le teorie cognitive:

(Materiali) Elasticità, Plasticità, Incrudimento, Snervamento,...

(Ottica) Trasparenza, Opacità, Rifrazione, Riflettività, Distorsione...

(Elettricità) Resistenza, Conduttanza, Induttanza, Capacità...

(Meccanica) Velocità, Accelerazione, Forza, Massa, Inerzia,...


L'origine del fare: un mito postindustriale

Protesi, ovvero la metamorfosi (1)

"La natura è in grado di compiere cose straordinarie senza l'intervento degli spiriti maligni. Se la natura, poi, è aiutata dal sapere e dall'ingegnosità umani, allora i risultati saranno quasi incredibili per gli inesperti" (Ruggero Bacone, I segreti dell'arte e della natura, cap. IV)

Si racconta che un tempo, in un paese oggi scomparso e ormai ridotto a semplice landa desolata, arida e priva di ogni scrittura della passata storia, vivesse un popolo di uomini e donne supremamente intelligenti. Questi uomini e queste donne, bellissimi, non avevano bisogno di lavorare perché il loro pensiero era sufficiente a far sì che le risorse naturali bastassero non solo alle necessità, ma soprattutto al loro diletto. Conoscevano il piacere dei sei sensi e anche il procreare era ridotto a puro linguaggio, a trasmissione di emozioni e simpatia. Si è già detto che questi uomini e queste donne non avevano bisogno di lavorare. E perciò essi non avevano né mani né braccia.

Chi argomentasse, con il nostro modo di pensare, che essi erano più simili agli animali che a noi sbaglierebbe di grosso, perché in verità la loro prossimità agli dei era quanto noi non possiamo nemmeno immaginare.

Un giorno, una giovane di nome Protesi ebbe la ventura di essere trasportata dal mare, a causa di una tempesta, sulla spiaggia di un'isola abitata dagli uomini, ossia da esseri pari a quanti raccontano e tramandano questa storia. Quando, dopo un lungo sonno, Protesi si svegliò, trovò dinanzi a sé uomini e donne ben più brutti e rozzi di lei. In fondo anch'essi avevano una testa, un torso, un ombelico, due

gambe; sorridevano e muovevano le labbra; si toccavano e si facevano segni. Ma avevano qualcosa che li rendeva diversi: due articolazioni, simili alle gambe, ma più sottili, dotate di estremità ramificate e estremamente mobili si dipartivano dalle spalle, leggermente al di sopra e a fianco delle mammelle. Usavano questi rami per afferrare le pietre, per spezzare le foglie degli alberi, per staccare gli acini dai grappoli e per disporli in file ordinate, per tracciare insulsi segni sulla sabbia. Ciò che più impressionò Protesi fu il vedere un vecchio, ormai cieco, usare le mani (così le chiamavano) per tamburellare su alcune canne, producendo in questo modo suoni mai ascoltati, strani, ma desiderabili. E fu colta da invidia.

Pregò allora gli dei che la facessero ritornare a casa e la rendessero simile agli uomini che aveva incontrato sull'isola. La richiesta parve agli dei alquanto strana, alcuni di essi rimasero dubbiosi, altri la ritennero completamente stupida, ma poiché le preghiere di Protesi erano insistenti e continue, e poiché gli dei si lasciano commuovere dalle loro creature, finalmente si convinsero nell'esaudire le preghiere della bellissima giovane. Nella fucina dove si forgiano tutte le cose del mondo, con i metalli più preziosi vennero fatti preparare due arti lucenti e mobilissimi, ciascuno terminante con cinque ramificazioni prensili. Dopo che gli arti furono ultimati, gli dei rapirono Protesi, ed immersala in un torpore soavissimo le applicarono gli arti esattamente a somiglianza di quelli ammirati negli uomini e nelle donne dell'isola. Quando si fu risvegliata dal torpore, prima di essere ricondotta tra i suoi simili, Protesi fu istruita sull'uso degli arti. Ma le si impose, come pagamento del dono ricevuto, di non svelare l'origine di questo dono così singolare. Protesi promise solennemente, e fu rimandata presso i suoi simili. Gli dei l'abbandonarono al suo destino.

Credeva che sarebbe stata accolta come una dea, onnipotente per i nuovi doni ricevuti, ma rimase ben presto delusa. Additata come una mutazione mostruosa della natura più abbietta, fu relegata presso il bosco sacro alle ninfe, in modo che si potesse purificare, vergine, consacrandosi a quanto la Natura prodiga ci fornisce nella frescura delle selve. Sola rimase per lunghi mesi trovando unico diletto nelle canne, che ora riusciva a divellere dal terreno, a tagliare con cura, a riunire in fasci ordinati per altezza. In esse soffiava e traeva melodie dolcissime.

Attirato dal suono, un giovane di cui rimane ancor oggi sconosciuto il nome, la avvicinò e l'amò. Noi tutti siamo figli di Protesi.

(1) Costituisce l’incipit del saggio di Vittorio Marchis, Protesi, ovvero la metamorfosi, apparso su "Iride", anno IX, n.19, dicembre 1996, pp.703 sgg.

La revanche de la poesie


Il filosofo e storico della scienza, famoso in Italia per il suo saggio La grande implosione (Trieste : Asterios, 1997) Pierre Thuillier ha scritto La revanche des sorcières. L'irrationnel et la pensée scientifique. Questa la presentazione del saggio:

La science, nous dit-on, est "objective" et "neutre". Un fossé pratiquement infranchissable séparerait la rationalité scientifique du domaine maudit de "l'irrationnel". Dans une société comme la nôtre, vouée à la technoscience, au culte du rendement et à la technocratie, ce souci d'assurer le primat du rationnel est compréhensible. Et il est clair que certaines étapes du travail scientifique exigent la rigueur de la pensée, du calcul et de l'expérimentation. Le puritanisme rationaliste, pourtant, risque fort de dissimuler la profondeur et la multiplicité des relations qui unissent le monde de la science à celui de la religion, pis encore à celui de la magie. Maints exemples, dont le plus fameux est sans doute fourni par Newton, sont là pour le confirmer: la science expérimentale a une dette envers les sciences dites "occultes". Cette revanche posthume des sorcières pourrait, selon Pierre Thuillier, désigner un enjeu culturel de première grandeur. Et cet enjeu, au sens le plus fort, c'est la poésie: comme toutes les activités humaines, la pensée scientifique, aussi bien à sa source que dans ses développements, a partie liée avec la poésie.

Hommage à Pierre Thuillier

Esempi di abbecedari

 POSSESSIONE / OSSESSIONE:

Avere

Brama

Collezionare

Denaro

Eva

Frenesia

Giocattoli

Hyde / Jekyll

Invidia

Lust

Morbo

Nietzsche

Otaku

Paperon de' Paperoni

Q


ABBECEDARIO DELLA MECCANICA QUANTISTICA

Atomo, Autovalore

Barriera di potenziale, Banda, Bremsstrahlung, Bohr, Born

Coerenza, Carica, Copenhaghen

Dualismo, Determinante, Dirac

Entanglement, Evoluzione, Einstein

Fenditura, Funzione d'onda, Formalismo, Fermione

Geometria, Groundstate

H, Hilbert, Heisenberg, Helgoland

Invariante, Interferenza, Indeterminazione, Interpretazione

Jauch

Kernel, 

Luce, Limite, Lagrangiano

Monogamia, Matrice, Materia

Numero, Nucleo

Onda, Orbita, Oscillatore, Oppenheimer

Popolazione

Quark, Quantum

Radiazione, Riferimento

Stato, Segnale, Schroedinger

Tunnel, Transizione, Trasmissione , Tecnologia

Urto, Unificazione

Vettore, Velocità della luce, von Neuman

Wu Janxion, 

X-rays

Yukawa

Zeno, Zeeman