Esperimento con ChatGPT

 Questo il primo passo:

scrivi una breve favola in cui si racconta come un giovane ingegnere ha trovato la scorciatoia di spiegare a una giovane ragazzina  che cosa è una scorciatoia

questa la risposta:

C’era una volta un giovane ingegnere di nome Luca, famoso in città per risolvere problemi complicati con idee semplici. Un giorno, mentre attraversava un parco, incontrò una ragazzina seduta su una panchina con un’espressione perplessa.

«Perché sembri così pensierosa?» chiese Luca.

«Sto cercando una scorciatoia per arrivare a casa più velocemente,» rispose lei, «ma non so bene cosa sia davvero una scorciatoia.»

Luca sorrise. Non prese carta né penna, né iniziò con lunghe spiegazioni. Invece disse: «Vieni con me.»

La guidò lungo il sentiero principale, pieno di curve e alberi. Poi, a un certo punto, si fermò e indicò un piccolo passaggio tra due cespugli.

«Guarda,» disse, «questo sentiero è più breve. Ma attenzione: non è sempre facile, perché è stretto e bisogna sapere dove mettere i piedi.»

La ragazzina lo percorse e, in pochi passi, si ritrovò molto più avanti rispetto alla strada principale. I suoi occhi si illuminarono.

«Ho capito!» esclamò. «Una scorciatoia è un modo più veloce… ma bisogna saperla usare!»

Luca annuì. «Esatto. Non è solo prendere meno strada. È capire meglio il percorso.»

La ragazzina tornò a casa felice, e Luca riprese il suo cammino, soddisfatto. Aveva trovato la scorciatoia perfetta per spiegare una scorciatoia: mostrarla.

E da quel giorno, la bambina imparò che le soluzioni migliori non sono sempre le più lunghe… ma nemmeno le più facili: sono quelle che si comprendono davvero.


A questo punto si lascia l'iniziativa all'autore della voce "scorciatoia" di proseguire...


Ora prova a scrivere un sonetto sul tema della scorciatoia.


Nel fitto bosco dei pensieri erranti

cercai la via più breve al mio cammino,

tra mille strade e passi titubanti

seguivo il sogno d’un sentier divino.


Ma ogni scorciatoia, agli occhi brillanti,

pareva d’oro, limpida e vicina,

finché scoprii tra rovi e passi incerti

che spesso inganna e svia la disciplina.


Non sempre il taglio accorcia la fatica,

né ogni via breve conduce al vero,

ché il tempo insegna, lento, la pratica.


Così compresi, al termine del sentiero,

che la via lunga, saggia e mai nemica,

è scorciatoia all’anima sincero.

Il prossimo incontro...

... si terrà giovedì 26 marzo sempre alle ore 17 al DIMEAS al terzo piano, ma nella piccola saletta riunioni, a fianco di quella delle volte passate.

Un luogo impensabile


 

Al lavoro !

Ora è tempo di incominciare a scrivere le proprie "voci" del Dizionario antropologico di tecnologia e sport.

Il consiglio è di andare a rileggere gli esempi che alcune settimane fa sono state messe sul blog. CIò non toglie che non si possano inserire immagini, schemi, e anche formule che però mantengano alle "voci" il carattere tipico dei contenuti di un "dizionario", Si devono assolutamente evitare le operazioni di collage (cut-and-paste) da altri siti, perché le voci devono esprimere in toto la personalità di chi le scrive, con le loro passioni e le loro esperienze. Senza dimenticare neppure la... gastronomia.

Al lavoro!


Alcuni giochi di ruolo... per scienziati e ingegneri

La cellula (va molto a fortuna, quelli dopo della saga BIOS no) 

https://boardgamegeek.com/boardgame/98918/bios-genesis



"High Frontier", alla conquista del sistema solare

https://boardgamegeek.com/boardgame/281655/high-frontier-4-all

High Frontier 4 All - Come giocare (e recensione)

High Frontier 4 All - Gameplay in solitario - Parte 1

Ancora qualcosa su Dostoevskij

Da Memorie del sottosuolo (1864)

L’incipit: “Sono un uomo malato… sono un uomo cattivo. Un uomo sgradevole.” E nel primo paragrafo queste brevi frasi sono giustapposte: “credo di avere mal di fegato”, “d’altronde, non capisco un accidente del mio male”; “non mi curo”, “anche se rispetto i dottori”; “sono anche estremamente superstizioso”, “almeno abbastanza per rispettare la medicina”; “probabilmente voi non lo capirete”, “invece io lo capisco”; “il fegato mi fa male”, “e allora avanti, che faccia ancor più male”.

Quante persone stanno parlando qui? O quante parti, scisse, dentro la stessa persona?

...

La ragione [...] è una bella cosa, è indiscutibile, ma la ragione non è che la ragione e non soddisfa che la facoltà raziocinativa dell’uomo, mentre il volere è una manifestazione di tutta la vita [...]. E sebbene la nostra vita, in questa manifestazione, riesca sovente una porcheriola, pur tuttavia è la vita, e non è soltanto un’estrazione di radice quadrata.

 ...

Di conseguenza, basta solo scoprire queste leggi di natura, e l’uomo non dovrà più rispondere delle sue azioni e vivere gli sarà estremamente facile. Tutte le azioni umane, s’intende, saranno calcolate allora secondo quelle leggi, matematicamente, come una tavola di logaritmi, fino a 108.000, e riportate sul calendario; oppure meglio ancora, usciranno delle benemerite pubblicazioni, sul tipo degli attuali dizionari enciclopedici, in cui tutto sarà elencato e indicato così esattamente, che al mondo ormai non ci saranno più né azioni, né avventure. Allora ‒ siete sempre voi a parlare ‒ subentreranno nuovi rapporti economici, già belli e pronti e calcolati con la stessa precisione matematica, cosicché in un attimo tutte le possibili domande spariranno, proprio perché riceveranno tutte le possibili risposte.

...

Protestare non è possibile: due più due fa quattro. La natura non chiede permesso, non ha niente a che fare con i desideri, non si preoccupa di sapere se le sue leggi piacciono o no. Bisogna accettarla com’è, con tutte le sue conseguenze. Ma, per Dio, che m’importa delle leggi della natura e dell’aritmetica, se a me “due più due fa quattro” non piace? Magari non riuscirò a buttar giù questo muro a testate, ma non lo accetterò soltanto perché è un muro che non posso abbattere.

Appunti dell'intervento di Marco Pozzi

Circolo vizioso (Runaround) di Isaac Asimov, è il primo racconto in cui vengono enunciate le tre leggi della robotica; pubblicato nel marzo 1942

Le Tre leggi della robotica:

    Un robot non può recare danno a un essere umano né può permettere che, a causa del suo mancato intervento, un essere umano riceva danno.

    Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non vadano in contrasto alla Prima Legge.

    Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché la salvaguardia di essa non contrasti con la Prima o con la Seconda Legge.

Ma quali sono le leggi che fanno funzionare gli esseri umani? 

Appunti dalla lezione di ieri


A queste pagine si devono aggiungere le considerazioni in merito all'ingegner Fedor Dostoevskij che nache quando abbandonò la professione di ingegnere militare dedicandosi completamente alla letteratura non smise mai di mettere da parte il suo spirito intriso di razionalismo matematico.


Un primo indice del Dizionario antropologico

Troilo: Cibo, Mano, Morte, Oscenità, Santuari, Spie (tecnologia), Stregonerie, Superstizione, Vecchiaia, Vite (botanica), 

Bochicchio: Blu, Creazione, Irrealtà, Poesia, Scorciatoia.

Rebufello: Copia, Domenica, Incertezza, Relazione, Smartphone.

Innocenti: Futuro, Imprevedibilità, Palla, Pistola, Rap Music, Sentiero.

Moro: Estrattivismo, Miele, Pesca, Piatto, Profondità, Sentiero, Striscio, Sudore

Syd Field




Gianni Rodari

26. L’OMINO DI VETRO

Dato un personaggio, reale (come la Befana o Pollicino) o

immaginario come l’uomo di vetro, per dire il primo che mi

viene in mente) le sue avventure potranno essere logicamente

dedotte dalle sue caratteristiche. «Logicamente» qui è detto in

rapporto a una “logica fantastica” o a una “logica-logica”?

Non saprei. Forse a tutt’e due.

Sia, per l’appunto, un uomo di vetro. Egli dovrà agire,

muoversi, contrarre relazioni, subire incidenti, provocare

eventi solo obbedendo alla natura della materia di cui lo

immaginiamo fatto.

L’analisi di questa materia ci offrirà la regola del

personaggio.

Il vetro è trasparente. L’uomo di vetro è trasparente. Gli si

leggono i pensieri in testa. Non ha bisogno di parlare per

comunicare. Non può dire bugie, perché si vedrebbero

immediatamente, a meno che egli non porti il cappello. Brutto

giorno, nel paese degli uomini di vetro, quello in cui viene

lanciata la moda del cappello, cioè la moda di nascondersi i

pensieri.

Il vetro è fragile. La casa dell’uomo di vetro dovrà dunque

essere tutta imbottita. I marciapiedi saranno tappezzati di

materassi. Vietata la stretta di mano (!). Proibiti i lavori

pesanti. Il vero medico del paese è il vetraio.

Il vetro può essere colorato. E’ lavabile. Eccetera. Nella

mia enciclopedia, al vetro sono dedicate quattro grandi pagine,

e quasi ad ogni riga s’incontra una parola che potrebbe

acquistare il suo significato nella storia degli uomini di vetro.Sta lì, nero su bianco, accanto a ogni sorta di notizie chimiche,

fisiche, industriali, storiche merceologiche, e non lo sa: ma il

suo posto in una fiaba è assicurato.

Il personaggio di legno deve guardarsi dal fuoco che può

bruciargli i piedi, in acqua galleggia facilmente, il suo pugno è

secco come una bastonata, se lo impiccano non muore, i pesci

non lo possono mangiare: tutte cose che giustamente

succedono a Pinocchio, perché è di legno. Se Pinocchio fosse

di ferro, gli succederebbero avventure di tutt’altro genere.

Un uomo di ghiaccio, di gelato, o di burro, può vivere solo

in un frigorifero, altrimenti si scioglie: le sue avventure si

muoveranno tra il «freezer» e la lattuga in fresco.

Un uomo di carta velina avrà avventure diverse da un

uomo di marmo, di paglia, di cioccolato, di plastica, di fumo,

di pasta di mandorle. In questo campo, analisi merceologica e analisi fantastica

coincidono quasi perfettamente. E non mi si venga a dire che

con i vetri è meglio farci le finestre e con il cioccolato le uova

di Pasqua, anziché le favole: in questo tipo di storie più che in

altre la fantasia gioca tra reale e immaginario, in un’altalena

che ritengo molto istruttiva, anzi, addirittura indispensabile per

impadronirsi fino in fondo del reale, rimodellandolo.


in: Gianni Rodari, La grammatica della fantasia, Torino : Einaudi

Data storytelling

Data Storytelling significa raccontare una storia attraverso i dati. Concretamente, vuol dire codificare graficamente informazioni di carattere quantitativo per trasmettere un messaggio in forma narrativa, utilizzando simboli o metafore.

17 pillole di Data Storytelling



Marco Pozzi, chi è

Marco Pozzi, ingegnere gestionale e dottore di ricerca al Politecnico di Torino, da anni studia i sistemi di trasmissione della conoscenza alla luce delle Digital Humanities. La sua tesi di dottorato ha titolo: "La memoria della ingegneria alla luce delle Digital Humanities - Come dall’Archivio Filippo Burzio si accede al sistema della cultura piemontese, tra ingegneria e politica, tra economia e società, tra letteratura e filosofia".
Insieme a Vittorio Marchis ha curato i dieci libri sugli “Incontri con la macchina” (Mimesis), opera corale che raccoglie gli scritti di oltre duecentocinquanta dottorandi del Politecnico nei corsi di “Epistemologia della macchina” e “Antropologia della tecnica”. Ne ha seguito l’adattamento in forma di podcast con la web radio del Politecnico, OndeQuadre (presentazione del progetto: https://www.polito.it/ateneo/comunicazione-e-ufficio-stampa/poliflash/va-in-onda-incontri-con-la-macchina-il-podcast-della-scuola - puntate ascoltabili:  https://open.spotify.com/show/2HDnHbPJRwc8UqqH0bbn7c).
Insieme all'associazione Sloweb ha curato Conversazioni per un digitale sostenibile (Guerini Next) e Elementi di etica digitale - Opportunità, impatti e rischi delle tecnologie (Loescher); in pubblicazione Appunti di educazione civica digitale (Loescher).  

Allenatore di baskin (basket inclusivo), in occasione delle Olimpiadi di Tokyo 2020 ha realizzato il podcast Il respiro della palla
sulla storia dello sport; da questo titolo sono nati i profili Facebook e Instagram che seguono l’attualità sportiva e che recentemente hanno raccontato le NBA Finals 2025 con testimonianze dirette fra realtà e finzione.

La lezione di giovedì 19 marzo

La lezione verterà sul tema del narrare, del raccontare e naturalmente dello scrivere e del comunicare. Sarà tenuta da dott. Marco Pozzi di cui questo è il suo ultimo articolo. 

Come scrivere un racconto

Sembrerebbe più facile mettere su carta (o su file) un breve racconto piuttosto che scrivere un lungo romanzo, ma non è così. Lo spiega la Scuola Holden con Ugo Sandulli.

 


Prossimo incontro

Il prossimo incontro sarà giovedì 19 marzo dalle ore 17 alle ore 19 e il tema sarà la narrazione: interverrà il dott Marco Pozzi.



La bellezza nel Dizionario di Maqiao

"Io non prestavo molta attenzione a queste leggende, non ci credevo, non avevo neppure svolto indagini sulla relazione fra la bellezza e le catastrofi. Era vero, ad esempio, che la potesse facilmente confondere la mente, stranire, portare alla follia? Che a causa sua si potesse trascurare il proprio dovere, agire in modo sconsiderato? Mi interessava il termine «discordia». Implicava una conclusione che metteva un po’ paura: la bellezza era un male, il bene era un pericolo, la bellezza e il bene potevano creare divisione, instabilità, insoddisfazione, determinavano dispute e odî, portavano discordia. Un tempo il prezioso disco di giada intagliato da Bian He provocò la guerra fra lo Stato di Zhao e quello di Qin, Elena causò la decennale guerra di Troia, cosí probabilmente si spiega questo modo di dire. Secondo tale logica, per mantenere la pace nel mondo, l’umanità non può che adeguarsi, seguire la corrente, conformarsi, sporcarsi il viso con il fango."


Bellezza in Cinese

 美丽 (Měilì)



Hózhó

Hózhó is a foundational Navajo (Diné) philosophy representing a state of universal beauty, harmony, balance, and health. It is a holistic, active way of life—often called "walking in beauty" (hózhó náásá)—that requires individuals to cultivate positive, respectful, and peaceful relationships with nature, the spiritual world, and themselves. 

Sport e brevetti

I brevetti e i marchi sportivi nel ventennio 1922.1942 in Italia

Brevetti per lo sport amatoriale



I sei nomi della bellezza

Ecco un libro che apre la mente e ci porta oltre i confini dell'estetica: 

I sei nomi della bellezza : l'esperienza estetica del mondo 

di Crispin Sartwell (Einaudi)

1. Beauty

English, the object of longing

2. Yapha

Hebrew, glow, bloom

3. Sundara

Sanskrit, holiness

4. To Kalon

Greek, idea, ideal

5. Wabi-Sabi

Japanese, humility, imperfection

6. Hozho

Navajo, health, harmony 


Che cosa è la bellezza?

Nel quantizzare i parametri che una analisi deve tenere in conto per una ottimizzazione di un qualsiasi obiettivo, la bellezza  sfugge, Il teologo laico Vito Mancuso ci propone le sue considerazioni nel suo libro La via della bellezza. E così il filosofo declina in maniera comprensibile la terminologia sottesa al campo di indagine della bellezza stessa: armonia, arte, bellezza, caos, cosmo-natura, eleganza, estetica, fascino, forma, gloria, grazia, gusto, meraviglia, proporzione, splendore, stile, sublime.

Esiste un rapporto tra la bellezza, lo sport e la tecnologia? Come è concepita la bellezza in un mondo a noi alieno?


Mechanics for fun

IQ Cube




Telephone rotary dial mechanism

Hear the explanation of the mechanism of an electromechanical telephone rotary dial.

AUTOMATIC TELEPHONE DIALS



Prossimo incontro - 19 marzo

Il prossimo incontro avverrà il 19 marzo sempre nella Sala Riunioni DIMEAS dalle 17:00 -19:00.

Si attendono i primi elaborati.

Come cambiano gli usi...

Nel mondo del digitale tutto sta cambiando. L'uso delle parole cambia in funzione delle tecnologie. Questi i risultati delle presenze sui libri italiani.