Materials and notes by Vittorio Marchis, around his courses at Doctoral School of Politecnico di Torino
Appunti dalla lezione di ieri
Raccontare il mondo...
Marco Pozzi, chi è
Vi presento Marco Pozzi
Marco Pozzi, dottore di ricerca in Ingegneria meccanica / Digital Humanities da lungo tempo collabora con i corsi di Dottorato "Epistemologia della Macchina" e "Antropologia della tecnica" come co-Editor dei volumi della serie degli Incontri con la macchina pubblicati da Mimesis.
In Internet scrive sul post "Il respiro della palla" e collabora a "Il Fatto Quotidiano".
Italo Calvino e lo sport
Italo Calvino (1923-1985)
Sentiva il tacco ilare e veloce d’una donna in ritardo, la suola sfasciata del raccoglitore di mozziconi dalle irregolari soste, il fischiettio di chi si sente solo, e ogni tanto un rotto accozzo di parole d’un dialogo tra amici, tanto da indovinare se parlavano di sport o di quattrini. (In Marcovaldo)
Se passiamo alle scienze umane (che includono etnografia, storia, gastronomia, giochi, sport, abbigliamento, linguistica, urbanistica) dobbiamo tener conto che è difficile separare il soggetto uomo dagli oggetti, saldati ormai a lui in una continuità anatomica. (In L'enciclopedia di un visionario)
I giorni di vacanza cominciano a trascorrere veloci. Il Buon Lettore si trova in ottima forma per fare dello sport, e accumula energie per trovarsi nella situazione fisica ideale per leggere. Dopo pranzo però lo prende una sonnolenza tale, che dorme per tutto il pomeriggio. (in I buoni propositi, 1952)
Una collana di questo genere potrebbe dare spazio a libri così, classici e moderni, naturalmente che siano da leggere subito, non da conservare tra i classici. Ma il criterio dev’essere fisso all’attualità della morale del limite umano, del suo continuo allargamento dico, oggi nell’epoca spaziale. In questa voce mi piacerebbe far entrare (se ci fossero) libri che esprimessero l’etica e la poesia dello sport come via per accrescere i poteri dell’uomo, cioè un Hemingway o un Saint-Exupéry che avessero bruciato i loro residui decadenti. (in Appunti per una collana di ricerca morale, 1960)
L'importanza della linguistica
Riprendo quanto già annotato in un passato post: bisogna conoscere il prof. Andrea Moro perché con lui la linguistica esce dalla filologia ed entra a pieno diritto nelle neuroscienze. è Bisogna assistere alle sue conferenze;
L'arte ricombinatoria, Lezione di Andrea Moro al Festival Filosofia 2023
La mente staminale, una conferenza di Andrea Moro
Andrea Moro - Intervista a Noam Chomsky (Filosofarti 2023)
Step #12 - Sei gradi di separazione
Alcuni suggerimenti e cosigli del prof. Masiero
Ecco le due segnalazioni bibliografiche promesse in particolare al dottorando di Fisica. Ovviamente li segnalo in quanto stimolanti e non in quanto io li ritenga risolutivi:
David Deutsch , L’inizio dell’infinto, Torino : Einaudi, 2013
Chiara Marletto, La scienza dell’impossibile, Milano : Mondadori , Milano, 2022
Segnalo anche alcuni miei brevi scritti di questi ultimi tempi che forse possono essere di stimolo. Allego anche il gioco fatto sull’opera del poeta Zanzotto e il piccolo libro su New Bauhaus che sono disponibili sul portale della didattica.
Roberto Masiero
Roberto Masiero il 24 marzo ha tenuto una lezione al Corso di dottorato "Antropologia della tecnica": tutti lo ringraziamo per le stimolanti considerazioni di cui ci ha fatti partecipe.
Qui nel seguito alcuni link per approfondire...
su Scenari, la Rivista di approfondimenti culturali di Mimesis
I libri di Roberto Masiero su goodreads
Gli oggetti, le cose, la roba
Le cose e la roba nel Blog "Storiadellecose"
Antonio Tramontana, I cristalli della società. Simmel, Benjamin, Gehlen, Baudrillard e l’esistenza multiforme degli oggetti, Milano : Meltemi, 2019.
La moda
La moda ha connessioni con i processi di seduzione?
Macchine o macchinazioni?
Le Macchine del diluvio di Stafano Massari
Poesia a confronto: le macchine di Marinetti, Sereni, Roversi e Rodari
Le poesie tecniche (e nascoste) di Sinisgalli (saggio di Biagio Russo)
La scienza ha bisogno della poesia, di John Batchelor
Mangime per le macchine. Poesie di Lizhi Xu
Poesia e macchina
All'automobile da corsa, poesia di Filippo Tommaso Marinetti (da Lussuria e velocità, in Poeti futuristi, 1921)
Veemente dio d'una razza
d'acciaio,
Automobile ebbrrra di spazio!,
che scalpiti e frrremi d'angoscia
rodendo il morso con striduli
denti...
Formidabile mostro giapponese,
dagli occhi di fucina,
nutrito di fiamma .
e d'olì minerali,
avido d'orizzonti e di prede
siderali...
io scateno il tuo cuore che tonfa
diabolicamente,
scateno i tuoi giganteschi
pneumatici,
per la danza che tu sai danzare
via per le bianche strade di tutto
il mondo!...
Allento finalmente
le tue metalliche redini
e tu con voluttà ti slanci
nell'Infinito liberatore!
All'abbaiare della tua grande voce
ecco il sol che tramonta
inseguirti veloce
accelerando il suo sanguinolento
palpito, all'orizzonte...
Guarda, come galoppa, in fondo ai boschi,
laggiù!...
Che importa, mio démone bello?
Io sono In tua balìa!...
Prrrendimi!... Prrrendimi!...
Sulla terra assordata, benché
tutta vibri
d'echi loquaci;
sotto il cielo accecato, benché
folto di stelle,
io vado esasperando la mia febbre
ed il mio desiderio,
scudisciandoli a gran colpi di
spada.
E a quando a quando alzo il capo
per sentirmi sul collo
in soffice stretta le braccia
folli del vento, vellutate e
freschissime...
Sono tue quelle braccia ammalianti
e lontane
che mi attirano, e il vento
non è che il tuo alito d'abisso,
o Infinito senza fondo che con
gioia m'assorbi!...
Ah! ah! vedo a un tratto mulini
neri, dinoccolati,
che sembran correr su l'ali
di tela vertebrata
come su gambe prolisse..
Ora le montagne già stanno per
gettare
sulla mia fuga mantelli di
sonnolenta frescura,
là, a quella svolta bieca.
Montagne! Mammut, in mostruosa
mandra,
che pesanti trottate, inarcando
le vostre immense groppe,
eccovi superate, eccovi avvolte
dalla grigia matassa delle
nebbie!... .
E odo il vago echeggiante rumore
che sulle strade stampano
i favolosi stivali da sette leghe
dei vostri piedi colossali...
O montagne dai freschi mantelli
turchini!...
O bei fiumi che respirate
beatamente al chiaro di luna!
O tenebrose pianure!... lo vi
sorpasso a galoppo
su questo mio mostro impazzito!...
Stelle! mie stelle! l'udite
il precipitar dei suoi passi?..
Udite voi la sua voce, cui la
collera spacca...
la sua voce scoppiante, che
abbaia, che abbaia...
e il tuonar de' suoi ferrei
polmoni
crrrrollanti a prrrrecipizio
interrrrrminabilmente? ...
Accetto la sfida, o mie stelle!...
Più presto ancora più presto!...
E senza posa, né riposo!...
Molla i freni! Non puoi?
Schiàntali, dunque,
che il polso del motore
centuplichi i suoi slanci!
Urrrrà! Non più contatti con
questa terra immonda!
lo me ne stacco alfine, ed
agilmente volo
sull'inebriante fiume degli astri
che si gonfia in piena nel gran letto celeste!
La revanche de la poesie
La science, nous dit-on, est "objective" et "neutre". Un fossé pratiquement infranchissable séparerait la rationalité scientifique du domaine maudit de "l'irrationnel". Dans une société comme la nôtre, vouée à la technoscience, au culte du rendement et à la technocratie, ce souci d'assurer le primat du rationnel est compréhensible. Et il est clair que certaines étapes du travail scientifique exigent la rigueur de la pensée, du calcul et de l'expérimentation. Le puritanisme rationaliste, pourtant, risque fort de dissimuler la profondeur et la multiplicité des relations qui unissent le monde de la science à celui de la religion, pis encore à celui de la magie. Maints exemples, dont le plus fameux est sans doute fourni par Newton, sont là pour le confirmer: la science expérimentale a une dette envers les sciences dites "occultes". Cette revanche posthume des sorcières pourrait, selon Pierre Thuillier, désigner un enjeu culturel de première grandeur. Et cet enjeu, au sens le plus fort, c'est la poésie: comme toutes les activités humaines, la pensée scientifique, aussi bien à sa source que dans ses développements, a partie liée avec la poésie.


























