La caffettiera

 



L'evoluzione del bastone

Un semplice pezzo di legno può diventare molte cose. Ecco come il bastone è stato oggetto di una lezione nell'ambito del mio corso "Storia delle cose".




Jingle: elemento di un nuovo linguaggio


The History of A Radio Jingle

 Jingles, Singing Commercials, and other Earworms 



A Brief History of the American Radio Jingle

How Commercial Jingles Work

Jingle History 101

History of the Empire Jingle

Il giocatore di scacchi meccanico

L’automazione non è il destino manifesto del progresso tecnologico e, proprio come nel giocatore di scacchi di Maelzel di cui ci parla Poe in una famosa novella tratta da una storia vera, l’automa non libera gli umani dal lavoro, ma li fa lavorare più di prima, solo in posture più scomode e squalificate. Non ho nulla da eccepire al racconto, tranne il genere letterario in cui lo colloca, che è piuttosto quello dei racconti dell’orrore. Nondimeno, Poe classificò il suo Turco Meccanico tra i racconti fantastici, e io lo seguo non per ragioni letterarie, bensì politiche e filosofiche. (Maurizio Ferraris, Documanità, Roma-Bari, 2021, p. 308)



L'arte del futuro

Una conversazione con Ludovico Pratesi e Marco Bassan

Cinque visioni di futuro

Come sarà il futuro dell'arte?



La Terza Rivoluzione Industriale

Ecco una conferenza di Jeremy Rifkin





Il bibliotecario


Dunque eccomi proprio nel sancta sanctorum della biblioteca. Posso dirti che mi pareva di essere entrato nell'interno di un cervello; tutt'intorno nient'altro che scaffali con le loro celle di libri, e dappertutto scalette per arrampicarsi, e sui leggii e sulle tavole mucchi di cataloghi e di bibliografie, insomma tutto il succo della scienza e nemmeno un vero libro da leggere, ma soltanto libri sui libri; c'era per davvero odore di fosforo cerebrale, e non credo di illudermi se dico che avevo l'im pressione di essere arrivato a qualcosa! Ma naturalmente, quando l'uomo fa per lasciarmi solo, mi sento un non so che di strano, una specie di angoscia; sì, rispetto e angoscia. Il bibliotecario sale su per una scaletta come una scimmia e si getta su un libro come se avesse già preso la mira dal di sotto, proprio quel libro lì, lo porta giù, dice: Signor generale, ecco qui per lei una bibliografia delle bibliografie, tu lo sai cos'è? be', l'elenco alfabetico degli elenchi alfabetici dei titoli di quei libri e lavori che sono stati pubblicati negli ultimi cinque anni intorno al progresso dei problemi etici, ad esclusione della teologia morale e della letteratura amena... insomma mi spiega qualcosa di simile e sta per svignarsela. Ma io faccio ancora in tempo ad agguantarlo per la giacchetta. Signor bibliotecario, esclamo, lei non può piantarmi in asso senza rivelarmi come fa a raccapezzarsi in questo... be', sono stato incauto, ma la mia impressione era quella, ... in questo manicomio. Credo che mi abbia frainteso; m'è poi venuto in mente che, a quanto si dice, i pazzi trovano sempre che i pazzi sono gli altri; certo è che guardava sempre la mia sciabola e non c'era modo di trattenerlo. E m'ha fatto venire una paura birbona, perché, come io cercavo di non lasciarlo andare, eccolo che si tende su dritto, cresce addirittura fuori delle sue brache cascanti, e dice con una voce che sottolineava significativamente ciascuna parola, come per rivelare infine il segreto di quei muri: Signor generale, dice, lei vuol sapere come faccio a conoscere questi libri uno per uno? Ebbene glielo posso dire: perché non li ho mai letti!

Ti dico io, per poco non m'ha preso un colpo! Ma lui, vedendo il mio sbigottimento, s'è spiegato meglio. Il segreto di tutti i bravi bibliotecari è di non leggere mai, dei libri a loro affidati, se non il titolo e l'indice. Chi si impaccia del resto, è perduto come bibliotecario! m'istruisce. Non potrà mai vedere tutto l'insieme!

Gli chiedo senza fiato: Dunque lei non legge mai nessuno di questi libri?

Mai, tranne i cataloghi.

(Robert Musil, L'uomo senza qualità)